Arancione
Da un po’ è tutto arancione. Ma non quell’arancione bello. Un arancione strano, tipo quello dei lampioni quando torni a casa troppo tardi e le strade sembrano immobili.
In qualche post avevo scritto che quest’anno doveva essere lento. Un lento blu. E in effetti lo è stato, a tratti, ma poi, ogni tanto, arriva questo lampo arancione.
Tipo quando stai per addormentarti e il tuo cervello decide di farti ricordare se hai chiuso la macchina e tirato il freno a mano, ma ormai sei a letto, sotto le coperte. Che fai, ti alzi? Assolutamente no. E intanto, il pensiero ti sveglia, ti scuote e poi sparisce, lasciandoti di nuovo lì, in mezzo a questo mare, a galleggiare.
Mi rendo conto che, più che andare avanti, stiamo solo galleggiando. Galleggiare, infatti, è strano. Non è stare fermi, non è nemmeno muoversi davvero, è uno stare a metà, sospesi tra il lasciarsi portare e il voler controllare tutto, tra il blu che avevo immaginato e l’arancione che arriva senza chiedere il permesso.
Su una cosa, però, posso stare tranquillo: alla fine, per fortuna, avevo tirato il freno a mano e chiuso la macchina.