“Dimmi tutto, Wiggle”
Ero lì, al banco del salumiere, intento a fare la cosa più nobile che un essere umano possa fare: aspettare il proprio turno per della mortadella. Finisco, ringrazio, e il salumiere si rivolge alla ragazza dopo di me: “Dimmi tutto, Wiggle”.Wiggle? Mi volto, incuriosito, e lui, con l’aria di chi la sa lunga, mi dice: “Questo soprannome è solo per intenditori”. Annuisco, ma dentro di me penso: Chi diavolo è Wiggle?Poi la vedo. Lei. Bellissima. Pelle chiara, capelli arancioni, uno sguardo che, non so perché, mi fa venire in mente i canditi. Dolci, sì, ma anche un po’ misteriosi. Era di fretta, zaino in spalla, un outfit che diceva: Sono comoda, ma con stile, e ai piedi le sue Gazelle, che sembravano pronte a portarla ovunque.Adesso vivo con due dubbi esistenziali. Chi è Wiggle? Ma, soprattutto, chi è lei?