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TextMarzo 2025

Orizzonti Perduti

Certe volte prendere una decisione è difficile. Anzi no, diciamo le cose come stanno: certe volte prendere una decisione è come cercare di uscire da un parcheggio in retromarcia con i vetri appannati e qualcuno dietro che suona. Sai che devi andare da qualche parte, solo che non sai bene dove. E comunque, se anche lo sapessi, c'è sempre un pensiero che ti tira da un lato, e un altro che ti strattona dall'altro, e tu in mezzo, che più che decidere, sembri uno di quei burattini con gli elastici che quando li lasci crollano su loro stessi.

E poi la cosa strana è questa: non c'è nemmeno una vera corda, niente che mi leghi, solo pensieri su pensieri che si accavallano tipo vestiti sulla sedia in camera. Perché sono bravissimo a immaginare tutti i possibili scenari alternativi della mia vita, meno bravo a vivere quello che ho. Eppure, io la mia vita non la voglio cambiare, o almeno credo. O almeno, dipende dai giorni. Alcuni giorni mi va bene, altri giorni ci vorrebbe un'altra vita. O una pausa lunga. O una settimana di sonno senza interruzioni.

E quindi resto qui, con questi pensieri che si fanno e si disfano come lenzuola stropicciate. Che poi magari basterebbe stirarle, ma chi ha voglia di stirare i pensieri? Forse ci vorrebbe un'altra vita. O forse basterebbe dormirci su, leggere un libro, spegnere il cervello, fare una passeggiata. O magari, semplicemente, smettere di cercare una risposta e lasciare che la risposta arrivi da sola, senza strattonare troppo.

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