Hoffnungsschimmer
Avete presente quelle cose semplici che sembrano niente ma tengono in piedi le giornate, tipo bere acqua. Questi giorni a Berlino sono stati così.
Non è successo niente di clamoroso, eppure è successo tutto. Abbiamo camminato tanto, spesso senza sapere bene dove stessimo andando, con un freddo che non era solo freddo, meno dieci, meno quattordici percepiti, il viso che tira, le mani che a un certo punto smettono di appartenerti.
Abbiamo sbagliato fermate, rifatto strade, perso l’orientamento senza mai perderci davvero. Mi avete portato nei vostri posti del cuore senza doverli spiegare, come se fosse normale che io fossi lì, nei vostri ritmi, nei silenzi, nei gesti automatici che fanno una giornata. È stata quella normalità a colpirmi più di tutto, la vita che va avanti mentre qualcuno in più cammina accanto, si siede al tavolo, ascolta.
In quei giorni mi avete fatto sentire a casa e non succede spesso. Siete stati un Hoffnungsschimmer, una luce che non abbaglia ma resta, come bere acqua, sembra poco, sembra scontato, ma rimette a posto senza fare rumore.
Grazie per il freddo condiviso, per le risate basse, per il tempo dato senza misura. Vi voglio bene.