Il Caffè
A me, la nostalgia mi uccide.
Me lo dico certe mattine, mentre aspetto che esca il caffè dalla macchineta, ci mette un tempo indecente, come se pure lei dovesse pensarci su. Guardo fuori dalla finestra e non c'è niente da guardare. Sempre lo stesso albero e lo stesso palazzo con i vicini che mi giudicano.
La nostalgia non è quella roba romantica dei film, con la musica sotto e uno che sorride guardando una foto in bianco e nero. No. La nostalgia è un sasso nello stomaco.
Ma non è solo il passato, fosse solo il passato sarebbe mezzo il problema. Dici vabbè, è andata, ci metto una pietra sopra, mi faccio un Gin Tonic e passo avanti. Il problema è il presente. Il problema sono le decisioni sbagliate.
Che uno cerca di fare del suo meglio, o per lo meno di non fare troppi danni e invece sbaglia. Io sbaglio in continuazione. Prendo la strada a destra invece che quella a sinistra. Dico una parola che non dovevo dire e me ne accorgo mentre la sto ancora dicendo, la sento uscire e penso no, no, rientra, torna dentro, ma ormai è lì, nell'aria. Oppure sto zitto quando dovevo parlare e il silenzio diventa enorme e quelle cose lì, quelle decisioni lì, mi uccidono. Mi logorano da dentro, a pensarci.
Ma la cosa peggiore non sono neanche le tue decisioni sbagliate. Sono quelle di quelli che ti stanno accanto. Che tu sei lì, magari per una volta stai fermo, non stai combinando niente e quello di fianco a te prende e fa una cazzata e tu lo guardi, o la guardi, e pensi perché?
Con quel punto di domanda che ti rimane in faccia per il resto della giornata. Allora ti cade addosso tutto. Ti cade addosso la fatica di dover rimediare, di dover trovare le parole giuste che non esistono e ti cade addosso la nostalgia, questa volta per cinque minuti prima. Cinque minuti. Cinque minuti prima, quando quella decisione sbagliata non c'era ancora, non era stata ancora presa e l'aria era più leggera e il caffè era ancora caldo.
A me questa cosa qui, di essere incastrato tra il passato che mi manca e le cazzate del presente, ecco, a me questa cosa qui mi toglie proprio il respiro.
Ma il caffè intanto è uscito. Quindi almeno quello.